Sul Fiume Sabato inquinato documento delle Associazioni ‘Salviamo la Valle del Sabato” e i “Movimenti locali di Tufo”, che intervengono ancora una volta per rivendicare il merito delle indagini in corso e delle annunciate (dalla Provincia di Avellino) centraline lungo il corso d’acqua. Tuttavia, chiedono ora il salto di qualità: passare dal monitoraggio, dalla ricerca degli scarichi abusivi, dalla inchiesta, ai risultati: accertare le responsabilità, unico modo ritenuto efficace per interrompere il fenomeno delittuoso contro l’ambiente. Di seguito la nota delle associazioni.
Fiume Sabato inquinato, trovare i colpevoli
Documento di ‘Salviamo la Valle del Sabato” e “Movimenti locali di Tufo”
Il continuo attacco criminoso a cui è sottoposto ripetutamente il fiume Sabato, anche a seguito delle iniziative intraprese dalle nostre associazioni e dai cittadini, ha indotto l’ARPAC a effettuare una serie di analisi straordinarie, le Forze dell’ordine a realizzare importanti interventi investigativi e la Provincia di Avellino a installare una rete di centraline di rilevamento lungo il corso fluviale.

Tutto ciò è da rilevare con compiacimento per il prosieguo di questa vera e propria battaglia di civiltà ma resta, al momento, disatteso il punto fondamentale di questa drammatica vicenda e cioè l’individuazione dei responsabili di questi reati perché vengano sottoposti alle misure punitive che prevede la legge in materia.
Fino ad oggi tanti disastri ambientali ma nessun colpevole. Questo è qualcosa che non può essere più tollerato per il punto di gravità a cui è pervenuto il fenomeno criminoso per cui è giunta l’ora che le Autorità dello Stato, ognuno per ciò che è di loro competenza, diano delle risposte all’unisono in tal senso. Per questo diciamo con fermezza , a nome di tutta la popolazione della Valle del Sabato, che è ora di cambiare passo, altrimenti in questa storia peccheremo tutti di una complicità morale per il resto degli a venire.

È questo il senso della nota inviata l’altro ieri a tutte le Autorità, ai diversi livelli istituzionali. Auspichiamo vivamente che si producano prima di tutto accertamenti concreti che individuino in fretta tutti gli scarichi, autorizzati e non, in quanto i primi vanno controllati con maggiore frequenza mentre i secondi vanno chiusi ad horas con conseguente denuncia penale dei responsabili. Siamo coscienti che è un lavoro non da poco ma sappiamo anche che se non si fa così non si risolverà mai un bel niente. Le sole analisi effettuate a ripetizione e i monitoraggi che ci offrono un continuo quadro devastante dei rilevamenti finiscono per essere un mero palliativo nel mentre i criminali del nostro ambiente e della nostra salute agiscono ancora indisturbati e nemmeno tanto nell’ombra .
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