Luca Cipriano analizzerà questo pomeriggio, alle ore 18:30, presso la sede del Comitato elettorale di piazza Libertà (Palazzo Testa), l’esito del voto. Ha convocato una conferenza nella quale dirà quello che è accaduto, ma soprattutto, quello che accadrà. Il progetto politico di Luca Cipriano, condiviso da alcune forze politiche, in particolare dal Partito Democratico, da autorevoli esponenti istituzionali e politici che governano la Campania, che dirigono il Pd a Roma e a Napoli, condiviso da oltre 11mila persone di una città che ha votato al ballottaggio con appena il 50 per cento degli aventi diritto, dovrò avere ora uno sbocco. Cipriano è atteso per spiegare cosa farà, avendo ottenuto una responsabilità di rappresentanza notevole, sia politica che amministrativa. Non è il sindaco, ma è il capo dell’Opposizione in una città spaccata a metà da un voto che ha caratterizzato un largo disimpegno al secondo turno rispetto a entrambi i candidati. Il candidato sindaco del Centrosinistra ha preso 11mila voti contro i 10.483 voti, al contrario del suo avversario, che partendo da 9.266 voti se ne è ritrovato 11.707, cioé 2.441 in più. La sconfitta sta tutta nella progressione, cioé nei voti che sono venuti da cittadini che avevano votato altre forze politiche. La sconfitta sta nella comunicazione. Cipriano ha saputo parlare a quello che Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani definiscono il “suo popolo”, mentre Festa ha convinto quelli che stavano oltre il Centrosinistra.

IL SUO PENSIERIO AFFIDATO A FACEBOOK. «Ho perso. Di pochi voti, in una città che si risveglia profondamente spaccata. In un continuo testa a testa. Con una percentuale di astensione altissima ed un voto di protesta, tra schede bianche e nulle, che rimanda a logiche che non comprendo e condivido. Ma ho perso». Didascalicamente l’amarezza del candidato sindaco Luca Cipriano a caldo dopo la sconfitta, con poche considerazioni affidate al suo profilo Facebook. «E con me hanno perso le idee, il programma, la squadra e il progetto che avevamo costruito da tempo per Avellino. Hanno perso i giovani e l’enorme entusiasmo che pure avevamo risvegliato in una comunità da tempo lacerata e rassegnata», prosegue Cipriano, ammettendo che «forte è la delusione perché era un programma ambizioso, innovativo, utile, moderno». Cipriano acquisisce il limite della propria capacità di comunicazione. «Volevamo semplicemente dare una mano alla nostra città. Alla luce del sole, senza ipocrisie, senza altri fini. Ma non è bastato».

Al di là dei numeri, di quei 600 voti che avrebbero potuto essere colmati spiegando meglio nell’ultima settimana, hanno osservato in queste ore diversi osservatori, «ringrazio con il cuore gli oltre 11mila avellinesi che mi hanno dato fiducia». E con loro il ringraziamento si estende ai «candidati, ai partiti, alle associazioni, ai movimenti, ai volontari», in pratica a «chiunque abbia creduto in questo sogno. Onorato di aver risvegliato un sentimento, fiero di averlo fatto con passione ed energia». Ora però inizia una diversa realtà. «Adesso al Sindaco Gianluca Festa il compito di guidare una città che chiede risposte reali, limpide, oneste, per tutti». Cipriano prende atto democraticamente dell’esito avuto dalla conta. «Rispettiamo i vincitori e attendiamo da loro le soluzioni giuste per noi avellinesi». Per questo, «Auguri al nuovo Sindaco, alla sua Amministrazione e alla mia città che ha fatto la sua scelta».
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